Di spaghetti, olio e curd al limone

3, 2, 1 si ricomincia. Ho preso una lunga pausa dal blog. Non mi sono chiesta troppo il perché, sentivo che era il momento di staccare, di fermarmi e non riflettere troppo sul blog, ma guardarmi dentro e dedicarmi del tempo.

Sono stati mesi difficili, densi, carichi di pensieri.

Mesi pesanti.

Ho sentito che dovevo mollare la presa e non per riprenderla con più vigore. Dovevo mollarla, per ascoltarmi e rendere palese a me che parecchie cose non vanno. Le mie paure, le mie insicurezze, le mie incertezze, mi hanno restituito un pesante conto da pagare.

Credevo di essere forte.

Gli altri credono che io sia forte.

In realtà voglio essere forte perché è difficile ammettere di aver perso parecchie partite.

Voglio essere forte perché voglio allontanare la commiserazione, che fra tutte è la condizione che più detesto.

Voglio essere forte, perché è cosi che mi vedevo da bambina: fiera, con lo sguardo sempre alto  e quella sensazione fastidiosa di calore che saliva dal collo e mi accendeva solo da dentro il mio candido viso.  Dentro sentivo di soffrire. E capivo già che la mia natura non era quella di una bambina forte.

Sto facendo i conti con le mie ansie.

E allora devo resettare. Ricominciare da qualche parte.

Ricomincio anche sul mio blog con questo post, che non è urlo.

E’ il mio primo passo per sospendere la logica dell’autocensura che cresce nel terreno infertile della bassa autostima, di una supposta ed egoriferita consapevolezza. E’ un altro passo per mettere a tacere l’autocritica, figlia di un pensiero basato sostanzialmente sulla ragione dei perché.

E’ la ragione che  sta invadendo le due corsie e il cuore sta uscendo fuori strada. Voglio pensare di riuscire a farle viaggiare alla stessa altezza, tutt’al più permettere all’una di superare l’altra. Ma di poco.

Ricomincio con basta coi perché.

E ricomincio… da un limone.

E non mi chiederò perché è buono sia col dolce, che col salato. E’ buono. Con il dolce e con il salato.

 

SPAGHETTI AL LIMONE

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Ingredienti

  • 320 gr di spaghetti di Gragnano
  • 2 limoni
  • 1 spicchio di aglio
  • 2 peperoncini piccoli freschi
  • prezzemolo q.b.
  • olio q.b.
  • sale grosso q.b.

 

Preparazione

  • Cuoci gli spaghetti molto al dente in acqua bollente salata.
  • Prepara un trito con aglio, prezzemolo e peperoncino e tieni da parte.
  • Spremi i limoni e filtra il succo.
  • Scola la pasta (mantenendo dell’acqua di cottura da parte) e sposta gli spaghetti in una pastiera capiente, aggiungi  il succo di limone, aggiungi il trito e amalgama bene aggiungendo dell’acqua di cottura della pasta.
  • Irrora con un filo di olio. Servi.

OLIO AROMATIZZATO AL LIMONE

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Ingredienti

  • 250 ml di olio di oliva
  • la buccia di 2 limoni biologici

Preparazione

  • Ricava la scorza dal limone con un coltello ben affilato.
  • Versa l’olio in un barattolo dotato di chiusura e unisci la buccia di limone.
  • Riponi il barattolo in un luogo buio e asciutto per 2/3 giorni.
  • Filtra l’olio dalle bucce di limone e riponilo in bottigliette.

CURD AL LIMONE ( di Jamie)

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Ingredienti

  • 4 limoni
  • 225 gr di zucchero
  • 125 gr di burro
  • 4 uova

Preparazione

  • Mettete su fuoco medio fino a che il burro non si sarà sciolto, sbattendo ogni tanto con la frusta.
  • Sbattete leggermente 4 uova e aggiungetele al composto di limone e burro mescolando spesso finché non si addensa.
  • Cuocere per 10 minuti a fuoco medio. (non a fuoco alto, altrimenti le uova impazziranno).
  • Trasferite in un vasetto sterilizzato.
  • Chiudete e conservate in frigo fino a due settimane.
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Confettura di melecotogne e noci

Non mi sarei mai aspettata di appassionarmi cosi tanto alla cucina. Tanto meno immaginato di aprire un blog e scrivere addirittura di confetture. In momenti di strategie da quattro soldi avevo anche pensato di cancellare per sempre il nome di Erbacipollina negli annali dei foodblog: volevo convincermi del fatto che era un nome che funzionava poco, che fosse incoerente con la natura del mio foodblog.

In realtà Erbacipollina è un suono che a me suona simpatico. E’ gioioso, grazioso. E poi  i diminuitivi hanno il potere di rendere tutto cosi amorevole e vezzoso, roba da farti fare smorfie e vocine strane… e quando sento nominare la mia erbacipollina avverto quasi  una soglia di pudore. Mi verrebbe da proteggerla, di coprirla, di tenderle la mano.

Vabbè…lascio andare i miei pensieri..

Potrei parlare per ore di nonne e cotognate, di quanto la confettura di melecotogne sia per eccellenza la “marmellata” di casa. Ma in questo momento non mi sono sentita di approcciare la ricetta di famiglia e ho elaborato una nuova variante, che combina melecotogne e noci. Lo trovo un abbinamento eccezionale, particolare e fuori dal comune.

Per questa ricetta sono stata ispirata da Marta Picco, trovi l’intero post su http://lifestyle.paperproject.it/autunno-marmellata-mele-cotogne-noci

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Le melecotogne durante la cottura esplodono in un trionfo di dolcezza, la presenza della noci la stempera pacatamente a vantaggio anche della nota croccante.

La immagino su piccole fette di pane tostato ad accompagnare un the, da servire in piccole tazzine per la colazione delle feste e pronta da spalmare su panini morbidi caldi o su croissant integrali.

Io direi di dare un occhio alla ricetta.

INGREDIENTI PER CONFETTURA DI MELECOTOGNE E NOCI

  • 1 kg di melecotogne (al netto degli scarti)
  • 125 gr di noci sgusciate
  • 1 limone
  • 500 gr di zucchero
  • cannella q.b.

 

PREPARAZIONE

 

  • Sciacqua le melecotogne e asciugale con un panno. Con l’aiuto di un coltellino ben affilato elimina la buccia delle melecotogne e il torsolo centrale.
  • Affetta le melecotogne finemente, spostale in una ciotola e irrorale con il succo del limone.
  • Sposta le fette di melecotogne in una pentola, aggiungi lo zucchero, le noci, 2 bicchieri di acqua e porta a cottura la confettura rimestando di tanto in tanto (dal momento dell’ebollizione calcola 45 minuti circa). A fine cottura aggiungi della cannella.
  • Se preferisci una consistenza più spalmabile – cosa che io faccio – aziona il mixer e procedi a piccoli colpetti: non insistere troppo altrimenti rischi di frullare completamente anche le noci.
  • Con l’aiuto di un cucchiaio versa la confettura di melecotogne e noci in barattoli ben puliti, tappa e rovescia i barattoli.
  • Conserva in un luogo asciutto.

 

La ricetta del nocino

Non ho mai amato postare le ricette tradizionali. La tradizione è quella specie di cosa che apparentemente non ammette deroghe, cambiamenti, mutamenti. Tutto sembra fermo, ancorato a trascorsi già vissuti, momenti archiviati. La tradizione l’ho sempre vista come un assetto precostituito, dove niente è lasciato al libero arbitrio. Tuttavia essa cambia – dicevo è solo apparentemente ferma-, si evolve, muta come ogni cosa che vive su questa terra.

Sto imparando ad accettare le tradizioni e prova ne è la ricetta del nocino.

Ogni famiglia ha la sua ricetta. Ciascuno custodisce la ricetta segreta. Ognuno pensa che la ricetta del trisavolo sia quella infallibile. Io dico che questa è la ricetta del nocino della mia famiglia. Cosi, come si è sempre fatto. Cosi come lo faceva mia nonna. Cosi come ha imparato mia mamma. Cosi come imparerò anch’io.

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Mi sarebbe piaciuto sapere chi lo ha insegnato a nonna. Ma quando si è piccole non si fanno troppe domande. Vedi fare le cose e le dai per scontate. Le vivi e basta. Non ti poni tanti chissà.

Credo che dal passaggio della ricetta di suocera in figlia, la ricetta del nocino non ha subito variazioni.

Chissà che non muti nel tempo…

La tradizione vuole che il giorno del nocino – ovvero la messa in posa delle noci all’interno dell’alcool – coincida con il 24 giugno (ma tranquilli secondo me è solo una data simbolica  legata al culto di S. Giovanni e al fatto che in questi giorni le noci sono al giusto grado di maturazione), dunque se disponete di noci verdi siete sempre in tempo!

Ingredienti

3 l di alcool

40 noci verdi

50 gr di chiodi di garofano

5 gr di cannella in pezzi

2 kg di zucchero

4 litri di vino nero

Preparazione

  • Dividere in quattro le noci (per l’operazione munirsi di guanti) e spostarle in un vaso capiente all’interno del quale si è precedentemente versato il contenuto delle bottiglie di alcool.
  • Aggiungere i chiodi di garofano e la cannella.
  • Mescolare con un cucchiaio di legno, chiudere con il tappo. Spostare il vaso in un luogo buio e asciutto e lasciare macerare per 60 giorni. Di tanto in tanto scuotere il vaso.
  • Trascorsi i 60 giorni unire in una casseruola il vino e lo zucchero e portarli ad ebollizione per il tempo necessario che il composto risulti dalla consistenza sciropposa.
  • Lasciar raffreddare completamente il liquido, nel frattempo riprendere il vaso e filtrare il composto attraverso un colino a maglie strette o un canovaccio.
  • Unire alcool e il composto di vino, mescolare e imbottigliare.
  • Consumare il nocino dopo almeno 2 mesi.

Confettura di ciliegie

Questa è la mia prima marmellata che faccio da sola. Ed è la prima volta che utilizzo una ricetta “estranea” alla famiglia delle marmellate di casa.

In verità io continuo a chiamarla marmellata, perchè sa di casa, sa di nonne, sa di mamme.

In realtà qualcuno dice che marmellata lo è solo quella di agrumi – tuttavia non oso appellarmi a cotanti disciplinari alimentari – perciò chiamiamola pure confettura, ma lei sempre marmellata resta! 🙂

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Strano per una foodie approcciarsi alle confetture solo adesso. Beh, in verità questo compito l’ho svolto sempre da aiutante e non vi nascondo che avere tutta la responsabilità di chiudere quei barattoli mette insieme tanta ansia, ma anche tanto orgoglio. E’ andato tutto alla grande  perchè ho avuto come valido alleato la ricetta di Anna the Nice, una gaia e sorridente foodblogger pugliese che ho avuto il privilegio di conoscere durante la mia tappa del Gelato Festival.

La ricetta è quella di una confettura di ciliegie agile, veloce e non troppo zuccherina. Ho utilizzato zucchero di canna -200 gr di zucchero per ogni Kg- in una proporzione infinitamente piccola rispetto alla ricetta tradizionale. L’ho personalizzata con la cannella, trasferita in barattolini e poi passata a bagnomaria per 10 minuti – sulle proprietà conservanti dello zucchero non mi oppongo -.

 

Sono partita da ciliegie dolcissime, maturissime e golosissime.

E ho dedicato una mattinata alla cura e alla bellezza di chiudere come per magia un frutto cosi fragile e delicato in un vasetto.

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Ingredienti

1 kg di ciliegie denocciolate (circa 1,300 kg di frutto)

200 gr di zucchero di canna

cannella in polvere q.b.

 

Preparazione

 

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  • Elimina il picciolo delle ciliegie e spostale in una bacinella per lavarle.
  • Scola le ciliegie in un colapasta e poi trasferiscile su un telo per asciugarle.
  • Togli il nocciolo (io ho usato lo snocciolatore di olive).
  • Sposta le ciliegie denocciolate in una coppa e aggiungi lo zucchero di canna, mescola bene e trasferisci il tutto in una casseruola cuocendo a fiamma dolce (nella prima mezz’ora schiuma) evitando di girare.
  • Continua la cottura per 1 ora circa (o fino a quando il liquido non si è trasformato in una consistenza sciropposa. Mescola con un cucchiaio di legno solo negli ultimi minuti di cottura.
  • Aggiungi cannella a piacere.
  • Sposta la confettura di ciliegie in piccoli barattoli, tappa e una volta raffreddati passa a bagnomaria, calcolando 10 minuti dall’ebollizione.

 

Note.

Io ho utilizzato 1,5 kg di ciliegie denocciolate, va da sè che la cottura è direttamente proporzionale alla quantità di ciliegie…:)