Croque monsieur (ed esercizi di scrittura)

Ho riscoperto la scrittura tardi. Ho ripreso a mettere in ordine le parole scritte con la mia tesi di laurea: un’attività che mi ha messo a dura prova, uno sforzo letteralmente fisico nel mettere nero su bianco quei pensieri volatili che dovevo fermare su un foglio.

Eppure mi sforzavo di ricordare che l’agenda e la penna sono state la mia coperta di Linus per gran parte della mia infanzia – quelle agende tremende dell’Assicurazione o della Banca, di un anno o più in ritardo, che prima non si tocca perché “può servire” e,  ad anno scaduto “ti può servire quest’agenda?”-.

Alle elementari avevo un quotidiano esercizio di scrittura che si chiamava “osservo, scrivo e disegno”, credo sia durato per diversi anni, tant’è che, esausta, credevo di aver esaurito il mio ristretto mondo osservabile. Alle medie, ricordo di un’esaltante laboratorio di giornalismo. Alle superiori, il tema di italiano era il compito in classe che temevo di meno: scrittura condensata e pensieri in blocchi, attenzione maniacale all’introduzione e alla conclusione. Zero errori grammaticali. Zero errori di sintassi.

E’ seguito un lungo periodo  di buio con l’università e mi chiedo come mai in una facoltà umanistica si abbandoni completamente l’esercizio alla scrittura.

Dunque un (re)incontro con la scrittura traumatico – ho scritto una tesi in Storia dell’arte contemporanea -,  condito da infinite pause a base di cursore lampeggiante che sembrava voleva mettermi ancora più fretta; milioni di lettere digitali battute e cancellate, paragrafi migranti. Un taglia e cuci lungo mesi.

Eppure ne è venuto fuori un libro mio: il mio primo vero elaborato mandato in stampa.

Che meraviglioso mondo che è la scrittura: un’opera fatta di parole mute.

Eppure un mondo complicato dove è facile restare senza parole. Un esercizio creativo che rimane un mistero per me: un flusso di idee che va disciplinato per renderlo comprensibile, dove lettore e scrittore vivono in tempi asincroni, eppure convivono un tempo insieme nelle parole.

“…Alterno momenti di grazia, a momenti di vuoto”. (cit. Anna Maria Testa). Questo è il mio rapporto con la scrittura.

E vivo un altro momento di grazia quando una ricetta mi conquista.

La ricetta del croque monsiuer: un toast fragrante e burroso farcito con besciamella, svizzero e prosciutto cotto. Passo alla ricetta. Perché le parole non possono bastare! 😉

croque monsieur

INGREDIENTI PER 4 CROQUE MONSIUER

per la besciamella: 250 ml di latte, 25 gr di burro, 25 gr di farina, sale, noce moscata

per i sandwich: 8 fette di pane in cassetta di grano duro, 4 fette di prosciutto cotto, 100 gr di formaggio emmenthal, burro q.b.

croque monsieur insta

PREPARAZIONE

  • Prepara la besciamella: in un padellino sciogli dolcemente il burro, aggiungi la farina e falla tostare per per qualche minuto mescolando continuamente, aggiungi il latte a temperatura ambiente e porta a bollore. Dal momento del bollore cuoci per altri 3/4 minuti. Regola di sale e aggiungi noce moscata. Sposta la besciamella in un contenitore e lascia completamente raffreddare: il risultato è una besciamella corposa e compatta. (Se puoi, prepara la besciamella con largo anticipo, mantenendola in frigo).
  • Taglia in fette una parte di svizzero, l’altra parte passala alla grattugia.
  • Tosta ciascuna fetta di pane da entrambi i lati  con il burro in una padella antiaderente (con il fondo ben spesso) fino a quando non assumono un colore leggermente dorato.
  • Farcisci i sandwich: spalma un generoso strato su 4 fette di pane in cassetta tostate, sistema le fette di formaggio affiancate a formare un secondo strato, sposta la fetta di prosciutto chiusa a portafoglio, chiudi con le restanti 4 fette di pane.
  • Spalma uno strato sottile di besciamella al di sopra, concludi con una spolverata di formaggio svizzero grattugiato.
  • Metti in forno a 200 gradi per 15 minuti.
  • Servi subito.

 

 

 

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4 thoughts on “Croque monsieur (ed esercizi di scrittura)

  1. Bellissima la cronistoria dei tuoi esperimenti di scrittura e della tua crescita. Credo che l’esperienza fatta ti sia servita perché hai acquisito una modalità chiara e scorrevole, ironica ed accattivante ed un certo tono affabulatorio.
    Insomma tutto questo per dirti che sei brava e simpatica quando narri o dai le dritte per qualche tua ottima preparazione, come, per esempio, questa dei croque monsieur !!
    Ricetta semplice, veloce, ma di gran gusto e classe!!

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