Chi è il foodblogger? Io una risposta l’ho trovata!

parmigiana rotondaSpesso mi viene chiesto: “ma le ricette le inventi tu? sono proprio le tue?”

Questa è una domanda che per molte foodblogger (ma anche per chi ha una passione che va al di là di un foodblog) ha dell’ improponibile: le risposte resteranno avvolte da un alone di mistero e penserai di avere di fronte un Vissani incompreso…

In questo post ho deciso di  scrivere “la mia”  sul mondo sconfinato delle ricette e sul senso (!il mio!) più profondo di avere un foodblog.

1. La foodblogger – parlo al femminile per identità di nascita del genere – non è una cuoca, né  una chef (laddove lo fosse tanto di cappello) e comunica la sua visione di cucina ad una community sul web.

Ancora non rispondo alla domanda iniziale…

2. La foodblogger legge tante ricette, studia molti libri di cucina, spulcia molti siti di cucina, dunque prende ispirazione ed elabora una propria idea di cucina.

Mmhhh, pare che ci stia girando intorno…

3. Rispondo per me: elaboro ricette semplici, frutto degli insegnamenti di famiglia reinterpretati secondo una tecnica più o meno precisa che apprendo quotidianamente mettendo letteralmente le mani in pasta e sottoponendomi a continue revisioni e spietati giudizi.

Chiariti questi punti, mi verrebbe da dire, che “io foodblogger non invento proprio un bel niente, al massimo reinterpreto”.

E’ un po’ come una canzone: c’è chi la scrive, chi la canta e chi la interpreta.

In estrema sintesi credo che il  foodblogger  sia  un “interprete del food” e ciascuno lo fa esprimendosi col suo linguaggio. Ciascuno impara a tradursi con il cibo, a sistemare gli accenti dei piatti, a cogliere le sfumature dei prodotti.

Ciascuno impara ad amare questo mondo.

Nella sua forma più profonda. 

 

 

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2 thoughts on “Chi è il foodblogger? Io una risposta l’ho trovata!

  1. Concordo sul punto 1 e 2. Sul punto tre credo si possa scrivere un libro… ;). In generale però credo che un buon food blogger deve essere sperimentatore nell’animo! Certo, per chi non è chef o pasticcere è difficile avere delle basi tecniche e dosi precise da dove poter inventare. Ecco perchè partiamo da una base professionale letta in un libro o, perchè no, in un altro blogger il quale si spera abbia già sperimentato per noi la ricetta che ci propone (la vera prova del nove di un food blog!). Poi arriva tutto il lavoro di creazione: accostamenti azzardati, sapori diversi, originali presentazioni. Tutte idee ed esperimenti che hanno lo scopo di far crescere in chi legge la curiosità sia nel voler cimentarsi in quella stessa ricetta sia a volerne creare una nuova. Un bellissimo circolo di idee nuove in continua evoluzione. Il punto sta sempre nel voler veramente azzardare qualcosa di nuovo. Chi cambia sempliicemente una virgola non ci piace.. Insomma il food blogger deve essere coraggioso e prendersi tutte le responsabilità! Stay Hungry, stay foolish. E i food blogger sono per definizione sia affamati (pressochè sempre) e pazzi (da legare). 😉

  2. grazie Irene per la tua risposta, scritta col cuore e con la pancia! 😉 e benvenuta sul mio blog.
    In effetti sulla similitudine foodblogger/canzone ci sarebbe ancora da ragionare…ma comunque…lasciamo stare. Secondo me è importante chiarire il ruolo del foodblogger e solo parlandone ne può scaturire un’autentica definizione e un’autentica identità, tale da poterlo identificare come un lavoro a tutti gli effetti. Si, scrivo ricette per passione sul mio blog, ma quando me lo chiedono altri (piccole o grandi aziende) beh…lasciamo stare! 🙂

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