Capocollo Santoro (e del perchè sono una foodblogger)

capocollo santoro

capocollo vassoio
Sono diventata una foodblogger per caso. O meglio, a volte è la vita che sceglie per te.
Ho da sempre avuto la passione per il cibo, per la tavola, per le ricette della tradizione e non. Sono stata da sempre una curiosa alimentare, insomma oggi con un solo termine verrei definita una foodie. Già, riflettendoci foodies lo siamo un pò tutti -se cercate sempre il pelo nell’uovo state certi che lo siete!-.
Alle mie fissazioni alimentari mancava un anello di congiunzione. Avevo voglia di mettere nero su bianco le mie ricette, le mie storie di cucina.

Ho aperto il mio foodblog.

Ma presto l’ho lasciato.

Non mi era ben chiaro cosa significasse realmente essere una foodblogger. Mi era chiaro che non bastava scrivere ricette, non bastava fare i migliori capolavori del creato, non bastava seguire i trend. ndr. Non che abbia trovato la ricetta per far balzare il mio blog nelle classifiche dei motori di ricerca.
Ma una mia strada l’ho trovata.

Ho ripreso il mio foodblog.

E con lui, la consapevolezza di raccontare me e la mia cucina con sincerità. In fondo la sincerità è la vera essenza di un blogger -altrimenti perchè tu dovresti seguire un blog dal momento che ci sono fior fior di esperti che sarebbero piu’ titolati a parlare?-.

Ho scelto la strada della semplicità, della cucina che mi accompagna giornalmente, delle ricette di famiglia, di piatti ispirati a riviste, di vere e proprie repliche che non hanno bisogno di rielaborazioni (non serve per forza aggiungere l’abusata nota crunchy..!)

Ho deciso di raccontare una parte di me attraverso le ricette.
E una parte di me e della mia storia famigliare si lega al capocollo e alle parole di nonna, di mamma o di papà: “Oggi apriamo il capocollo.” Con gli anni quell’espressione non è cambiata. Esprime tutta la gioia e il senso di comunità attorno a quello che è un vero e proprio rito che ci accompagna piu’ o meno alla metà di maggio, di ogni anno.

Da quest’anno non devo aspettare piu’ maggio.
Ho conosciuto il capocollo di Martina Franca. Salumificio Santoro.

Marinato nel vino cotto e affumicato con rami di Fragno. Presidio Slow Food.
Il piu’ nostrano “apriamo il capocollo”, qui diventa un corale #opencapocollo

Salumificio Santoro. Salumi d’Eccellenza. Cisternino (BR)

website http://www.salumificiosantoro.it

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