Ricette+Ricordi=Cotognata

illustrazione melacotogna
di Alessandra Bosi

 

Con gli anni scopro tante cose di me.

Con gli anni scopro quanto sono legata alle persone con cui ho condiviso pezzi di strada.

Con gli anni scopro quanto è difficile rievocare affetti perduti.

Con gli anni scopro ricette che mai avrei pensato di amare.

E’ la cotognata. La ricetta della mia nonna.

Amavo lei e non posso non amare la sua ricetta preferita.

Ricette e Ricordi è una rubrica di Cucinamancina.com, la foodcommunity di chi mangia differente. Anch’io ne faccio parte, in qualità di curiosa alimentare. Ho partecipato con il mio ricordo, questa volta la ricetta non l’ho scritta io.

La melacotogna è per me il frutto del ricordo. E’ il frutto della memoria.
E’ il frutto del passato.

Quella forma tonda un po’ irregolare, quella peluria che sa di patina, di vecchio, quasi di dimenticato. Io adoro quel sapore astringente, quel gusto carico e acerbo che da cotto diventa altro.  

Ero una piccola bimba delle elementari, sedevo accanto a lei in una casa di campagna, mentre pelava e affettava le melecotogne.
Le rubavo qualche pezzetto, lo mettevo tra i denti e strizzavo gli occhi, facevo smorfie con la bocca, quasi il boccone mi si fermava in gola. La mia nonna rideva di gusto.  


Erano i frutti preferiti della mia nonna. E io li considero una magia. Li guardo e mi tuffo nei ricordi.
Nei ricordi che sanno di dolce, di profumato, di marmellate.
Di cotognata.

Era la marmellata della mia nonna. Quella con cui farcire le crostate, quella da spalmare sul pane, quella da seccare per ricavare blocchetti dolcissimi ricoperti da granellini di zucchero.
Un lavoro lento, meticoloso, che occupava gran parte dei pomeriggi autunnali. Il calore del sole di autunno a farle compagnia.
Non lasciava mai il suo pentolone ripieno di melecotogne.
Ne aveva cura.  

Spegnere il fuoco era un po’ come fermare quella magia, tant’è che riprovava all’infinito a far scivolare i rivoli di marmellata lungo un piatto. La sua marmellata di cotogne doveva essere densa, corposa, dolce, la migliore di tutte.
Ne andava fiera.
La riponeva nei barattoli e con la stessa cura la etichettava con fogliettini di carta e con  grafia ordinata portava a termine il compito della giornata.
——

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